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Esperienze di integrazione e storie di vita

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"Noi poeti"

"Noi Poeti" è la raccolta di poesie scritte da Giulia Pertile e pubblicate nel 2006. Per descriverla diamo voce alle sue parole

Parole che cantano,
parole che danzano,
parole che fanno sognare,
parole dal cuore,
parole che vivono, ridono, aiutano,
a leggere,
a pensare,
scrivere,
parlare di sogni. 

Introduzione di Renzo Vianello - Università di Padova
La disabilità intellettiva, tipica della sindrome di Down forse rende ancora più impegnativa l'avventura della vita, ma comunque affrontabile. Questo per vari motivi. 

Opportuni interventi educativi e abilitativi possono potenziare molto il funzionamento cognitivo di base (cioè quello che si sarebbe sviluppato su base biologica con “normali” interventi ambientali”) anche in caso di disabilità intellettive. Ancor più potenziabili sono le prestazioni cognitive basate sull’apprendimento mnemonico.
Varie ricerche hanno inoltre evidenziato il fenomeno (che ho chiamato di “surplus rispetto all’età mentale”) per cui molti apprendimenti sono raggiungibili anche con potenzialità intellettive inferiori rispetto a quelle ipotizzate nel passato. Ad esempio per un linguaggio lessicalmente e morfologicamente appropriato e sintatticamente ricco e complesso sono sufficienti quelle tipiche di un bambino di cinque anni. Per apprendere a leggere e scrivere basta l’intelligenza di un bambino di quattro anni. Le espressioni matematiche proposte in prima media possono essere risolte con le potenzialità intellettive degli otto anni.
Le ormai trentennali esperienze di integrazione ci hanno evidenziato (e questo è il punto cruciale, più importante del funzionamento cognitivo) quella che a posteriori ci sembra una ovvietà e cioè che l’obiettivo dell’integrazione è il benessere dell’individuo. Gli apprendimenti scolastici non sono un fine, ma un mezzo per una migliore integrazione sociale e questa è a sua volta un mezzo per favorire il benessere individuale.
Per tutti si tratta di una condizione non stabile. La vita è impegnativa. Con gioie e dolori. Entusiasmi e delusioni. Anche Giulia lo sa. A differenza di molti di noi, lei ha trovato un ulteriore strumento di ricerca di equilibrio interiore: scrivere poesie. Le ha scritte per sé … e parlano anche a noi.

Leggerle mi ha innanzitutto dato un commovente senso di benessere.
Giulia è consapevole delle sue difficoltà e lo esprime utilizzando, con realismo e coraggio, la parola “diversa”. Dopo aver letto il suo volume mi sembra opportuna una riflessione: la sua condizione di diversità è relativa e riguarda alcune competenze o aspetti della vita. Per altri, molti per chi li sa vedere o sentire, vi è uguaglianza. Nel leggere le sue poesie, in particolare, non ho trovato alcuna diversità, ma ho provato un sentimento di riconoscenza: quello che si ha sempre di fronte alla cose belle. Riconoscenza per chi ci regala qualcosa e ci fa star bene.
Mi piacerebbe saper scrivere poesie come Giulia.
Anche molte altre persone con sindrome di Down non sanno scrivere poesie come Giulia, ma sarebbe un errore considerare Giulia una eccezione. Siamo di fronte ad una testimonianza: con o senza poesie le persone con sindrome di Down, se opportunamente aiutate (perché è vero che “partono ad handicap”), come Giulia possono vivere la vita senza inganni, con coraggio, alla ricerca della positività negli affetti, compiaciuti e soddisfatti di fronte alle cose belle (natura, poesie, amicizia ecc.).
Un argomento cruciale delle mie lezioni universitarie riguarda il fatto che per cogliere veramente i bisogni delle persone disabili è necessario un lavoro personale interiore volto a definire che cosa è centrale nella vita.
Dal prossimo anno non sprecherò tante parole. Leggerò loro alcune poesie di Giulia.
Anzi, come ho già fatto una volta, le chiederò la gentilezza di venire lei a leggerle.


Inizia download del fileNOI POETI di Giulia Pertile  (documento in pdf)

Ci farebbe piacere ricevere un rimando, qualche parola sulla raccolta o su una di queste poesie.
Si può scrivere all'indirizzo
cdi@aspravennacerviaerussi.it
Grazie!

E-mail inviata al Prof. Vianello e qui inserita con il suo permesso e quello dell'autore (marzo 2011)
Buongiorno,
mi chiamo Martino Beaupain e sto studiando composizione al conservatorio dall'Abaco di Verona.
Sto componendo una musica da mettere in scena, che tratta del momento particolare quando la donna partorisce un bambino con la sindrome di Down e le viene comunicata questa notizia. Compiendo una ricerca sull'argomento mi sono imbattuto su internet sull'introduzione che lei ha scritto al libro "Noi Poeti"  di Giulia Pertile.
Nel leggere le sue parole mi sono trovato d'accordo e coinvolto. Mi sono emozionato e mi hanno fatto riflettere. In sintesi mi hanno toccato.
Questa e-mail ha solo il significato di comunicarle il piacere e la gratitudine che ho avuto nel leggere le sue parole. Grazie.

Dal prof. Marco De Biasio (2010)
Scrivo per esprimere un giudizio sotteso al contenuto del componimento "Danze segrete". A mio avviso in esso si palesa una serie di immagini espressive afferenti a un legame sensitivo uomo-natura che, mi sia concesso, mi ricorda Salvatore Quasimodo nella sua prima fase ermetica. Lo so che citare un altro poeta è mestiere da critici noiosi però vi garantisco che dopo averla letta, vissuta, riletta e averci riflettuto, quasi in modo spontaneo mi è sovvenuto l'accostamento. Del resto, da che mondo è mondo, tutti i poeti vengono comparati ad altri. L'opera letterararia, essendo una sorta di "artigianato della mente", intrinsecamente rimanda a delle categorie tematiche e stilistiche che si possono rivivere nelle esperienze creative di altri scrittori.
Complimenti all'autrice Giulia Pertile con l'augurio che possa proseguire nell'ambito della sua opera creativa.                    

 

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